Manifestazioni a premio escluse: i concorsi televisivi e radiofonici

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L’art. 6 del DPR 430/2001 tratta i casi di esclusione dall’applicabilità della normativa sulle manifestazioni a premio, alla lettera b incontriamo le manifestazioni indette dalle trasmissioni televisive e radiofoniche.

Nell’articolo di oggi approfondiremo che cosa si intende con concorso televisivo o radiofonico, valuteremo se alcune delle modalità di partecipazione più utilizzate siano o meno dei concorsi a premio e scopriremo se i concorsi indetti per la premiazione delle opere di ingegno rientrino nel novero delle manifestazioni a premio.

Cosa sono i concorsi televisivi e radiofonici?

Con il termine “concorsi televisivi e radiofonici” ci si riferisce a tutte quelle iniziative indette dalle emittenti televisive o radiofoniche che regalano ai propri ascoltatori, o spettatori, dei premi in base all’abilità o alla bravura degli stessi.

Un esempio sono i giochi che sentiamo in diretta alla radio in cui si chiede agli ascoltatori di competere tra di loro in qualche quiz e al vincitore viene regalato un gadget della stazione radiofonica come una tazza o una t-shirt.

I concorsi televisivi e radiofonici sono concorsi a premio?

La lettera b dell’art. 6 del DPR 430/2001 recita:

Le manifestazioni nelle quali è prevista l’assegnazione di premi da parte di emittenti radiotelevisive a spettatori presenti esclusivamente nei luoghi ove si svolgono le manifestazioni stesse, sempreché l’iniziativa non sia svolta per promozionare prodotti o servizi di altre imprese; per le emittenti radiofoniche si considerano presenti alle manifestazioni anche gli ascoltatori che intervengono alle stesse attraverso collegamento radiofonico, ovvero qualsivoglia altro collegamento a distanza.

La normativa in vigore considera dunque escluse dalle manifestazioni a premio le iniziative premiali organizzate dalle emittenti radiofoniche o televisive a patto che l’iniziativa rispetti le seguenti condizioni:

  1. Gli spettatori, o gli ascoltatori, devono partecipare in diretta alla trasmissione;
  2. È consentito che gli ascoltatori siano collegati a distanza ma devono comunque essere obbligatoriamente in diretta durante la trasmissione;
  3. L’ iniziativa deve avere una funzione spettacolarizzante per la trasmissione pertanto non deve essere svolta per promozionare prodotti o servizi di altre imprese.

I concorsi radiofonici che richiedono l’invio di contributi

Una modalità di partecipazione molto utilizzata nell’ambito delle emittenti radiofoniche è quella che prevede l’invio da parte degli ascoltatori di contributi fotografici o video tramite internet o SMS.

L’assegnazione dei premi avviene in base all’abilità ma soprattutto a discrezione dei conduttori i quali attribuiscono il premio alla migliore foto o al miglior video secondo il proprio giudizio.

In questo caso l’iniziativa si considera esclusa qualora:

  • Non pubblicizzi né marchi né prodotti di imprese;
  • La trasmissione radiofonica sia in diretta e conseguentemente sono escluse le trasmissioni in differita;
  • I contributi siano selezionati dai conduttori in onda anche per garantire una maggiore tutela della fede pubblica.

I concorsi televisivi rivolti agli spettatori in sala

Un’iniziativa spesso organizzata dalle emittenti televisive è quella che prevede l’assegnazione di premi agli spettatori presenti in sala.

Secondo una sentenza del Consiglio di Stato, la n. 3708 del 27/05/2008, si è stabilito che non si considerano concorsi a premio le iniziative indette dalle emittenti televisive rivolte agli spettatori presenti nello studio in cui si svolge la trasmissione quando i partecipanti sono stati pre-selezionati per partecipare alla trasmissione.

La pre-selezione a cui fa riferimento la sentenza è quella che prevede che, per assistere quale pubblico ad una trasmissione televisiva con assegnazione di premi, ai partecipanti sia richiesto l’esborso di una somma di denaro.

La richiesta di un pagamento per partecipare alla trasmissione fa configurare un negozio giuridico bilaterale a prestazioni corrispettive e non un negozio giuridico unilaterale che sta alla base delle manifestazioni a premio identificate quali “promessa al pubblico”.

Resta inteso ovviamente che l’attribuzione dei premi agli spettatori presenti in sala non deve avere come scopo la promozione di prodotti o servizi di altre imprese.

L’opera di ingegno: concorso a premio o concorso artistico?

Un’ultima tipologia di concorso che potrebbe essere organizzata dalle trasmissioni radiofoniche è quella che prevede la seguente meccanica:

  • I partecipanti presentano un’opera di ingegno;
  • L’opera più votata è inserita nella programmazione radiofonica o viene conferito altro premio.

Questa tipologia di iniziativa, a seconda di alcuni aspetti, potrebbe considerarsi alternativamente:

Il Ministero con la FAQ n. 69 chiarisce che nel caso in cui coloro che presentano l’opera risultino iscritti alla SIAE, l’opera di ingegno può essere considerata “opera” e in quanto tale l’eventuale pagamento dei diritti di autore e/o di riproduzione all’autore rappresenterebbe il corrispettivo dell’opera prestata. L’iniziativa quindi rientra nel caso di esclusione.

Qualora invece coloro che presentano l’opera non siano iscritti alla SIAE avremmo le seguenti due possibilità:

  1. Se il premio consiste nella sola programmazione dell’opera non remunerata dall’emittente, il concorso non si considera concorso a premio quindi l’iniziativa può essere svolta liberamente.
    Il caso di esclusione si applica in quanto la programmazione dell’opera non è suscettibile di valutazione economica (cfr. art. 4, comma 1, del d.P.R. n. 430/2001).
  2. Se invece il premio consiste in un bene diverso allora l’iniziativa va considerata un concorso a premio.

Conclusioni

Le emittenti televisive o radiofoniche hanno a disposizione diverse meccaniche di partecipazione che permettono loro di rimanere al di fuori del campo di applicabilità delle manifestazioni a premi. È bene però valutare ogni aspetto dell’iniziativa perché in assenza delle condizioni richieste questa potrebbe configurarsi quale concorso a premio ed esporre così la società promotrice ad una sanzione pecuniaria irrogata dal Ministero dello Sviluppo Economico.

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