Le manifestazioni a premio vietate

manifestazioni a premio vietate

 

Nel corso degli anni è capitato spesso che mi fossero poste delle domande alle quali ho dovuto rispondere con un netto “No. Rende la manifestazione vietata”. Si trattava di quesiti come “Possiamo consegnare i premi fino ad esaurimento scorte?” o “Al posto di devolvere i premi alla ONLUS possiamo fare un bonifico?”.

Oggi quindi approfondiremo insieme gli aspetti non consentiti nell’ambito di una manifestazione a premio, quelli che rendono le iniziative premiali delle manifestazioni vietate.

Quali sono le manifestazioni a premio vietate?

Le manifestazioni a premio sono regolate dal DPR 430/2001, l’art. 8 del decreto identifica esattamente le ipotesi in cui una manifestazione è considerata vietata e, conseguentemente, passibile di sanzione amministrativa pecuniaria da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. I casi sono i seguenti:

  1. il congegno non garantisce la pubblica fede e la parità di trattamento e di opportunità per tutti i partecipanti;
  2. vi è elusione del monopolio statale dei giochi e delle scommesse;
  3. vi è turbamento della concorrenza e del mercato in relazione ai principi comunitari;
  4. vi è lo scopo di favorire la conoscenza o la vendita di prodotti per i quali sono previsti, da disposizioni legislative, divieti alla pubblicità o altre forme di comunicazione commerciale;
  5. vi sono violazioni delle disposizioni contenute nel DPR 430/2001, tranne quelle di cui all’articolo 10, comma 1.

La fede pubblica e la parità di trattamento

Gli elementi principali alla base di ogni iniziativa premiale sono la tutela della fede pubblica e la parità di trattamento e di opportunità tra tutti i partecipanti. L’impresa promotrice deve garantire che la manifestazione sia organizzata nella massima correttezza, senza abusi, e che il promotore o terzi non siano in grado di influenzare l’esito della promozione.

Con la Circolare del 28 marzo n. 1/AMTC, il Ministero ha illustrato alcune modalità che potrebbero turbare la fede pubblica e la parità di trattamento, fra cui menzioniamo a titolo esemplificativo:

  1. L’esaurimento scorte: non è in alcun modo consentito che la consegna dei premi di una manifestazione premiale sia fino “ad esaurimento scorte”.
    Nelle operazioni a premio, ad esempio, il premio deve essere garantito e consegnato a tutti gli aventi diritto. Una manifestazione nella quale sia prevista una quantità limitata di premi da consegnare ai primi che acquistano un prodotto non è più un’operazione a premi ma un concorso a premi Rush & Win e pertanto dovrà attenersi a tutti gli adempimenti previsti per questa tipologia di concorso.
  1. I criteri di valutazione: nei concorsi a premi con valutazione da parte di una giuria tecnica non è consentito servirsi di criteri di valutazione discrezionali.
    I criteri che saranno adottati per la valutazione degli elaborati, dei contributi, etc.  devono essere preventivamente stabiliti sul regolamento dell’iniziativa.
  1. Proroga della manifestazione: prorogare il termine di partecipazione di un concorso a premi non è consentito in quanto causa una disparità di trattamento tra i partecipanti.
    La disparità di trattamento si configura in quanto, posticipando il termine di partecipazione all’iniziativa, si crea una platea di partecipanti superiore a quella che si sarebbe avuta con il termine iniziale.
    In caso di proroga del concorso a premi, il promotore dovrà porre in palio ulteriori premi della stessa natura e valore.

Elusione del Monopolio dei giochi e delle scommesse

La lettera b dell’art. 8 del DPR 430/2001 tratta l’elusione del Monopolio statale dei giochi e delle scommesse e recita:

vi è elusione del monopolio statale dei giochi e delle scommesse per la mancanza di reali scopi promozionali, in quanto il prezzo richiesto è superiore al valore commerciale del bene il cui acquisto costituisce il presupposto per la partecipazione alla manifestazione a premio.

Alcune ipotesi in cui si potrebbe configurare l’elusione del Monopolio dei giochi e delle scommesse sono le seguenti:

  1. Il promotore di una manifestazione a premi pratica una maggiorazione del prezzo di vendita del bene o servizio oggetto dell’iniziativa.
    Maggiorare il prezzo di vendita è chiedere al consumatore una maggiore esborso di denaro, il quale assume una vera e propria posta per poter partecipare all’iniziativa.
    Tale pratica si configura quale attività di gioco, attività vietata in quanto riservata in via esclusiva alla Stato.
  2. La manifestazione a premio pone in palio del denaro.
  3. Al partecipante è richiesto un esborso di denaro a causa della modalità di partecipazione prescelta, come avviene ad esempio per le partecipazioni attraverso numerazioni premium.
    L’esborso di denaro è riconducibile alla suddetta posta per partecipare all’iniziativa, quindi attività di gioco riservata allo Stato.

L’elusione del Monopolio dei giochi e delle scommesse prevede tutt’oggi la sanzione pecuniaria più elevata tra le violazioni che possono verificarsi nell’ambito di una manifestazione a premi.

Turbamento della concorrenza e del mercato

Il turbamento della concorrenza e del mercato è una violazione difficile da delineare perché tale violazione dipende da diversi elementi e soprattutto dalle condizioni di mercato del prodotto o servizio oggetto della promozione. Non possiamo dunque tracciare una regola generale ma ogni caso è da valutare singolarmente.

Quando una manifestazione a premio può causare turbamento della concorrenza e del mercato? La Circolare del 28 marzo n. 1/AMTC fornisce alcune indicazioni in merito:

l’ipotesi può essere individuata nell’iniziativa promozionale in cui ai consumatori viene offerto un omaggio di valore eccessivo rispetto a quello del prodotto posto in vendita.

La Circolare inoltre, come anticipato, precisa che la valutazione dell’assenza di “turbativa” deve essere riferita ad ogni singolo caso concreto e a tutti gli elementi pertinenti al caso e, in particolare, alle condizioni di mercato ed alla concorrenza relativa ad un determinato prodotto.

Tale valutazione sarà effettuata in relazione ai principi dell’Unione Europea, alle norme del Codice Civile, alle disposizioni di legge e alla giurisprudenza consolidata in materia di concorrenza.

Promozione di beni e servizi la cui pubblicità è vietata

Il DPR 430/2001 annovera tra le manifestazioni vietate le iniziative che promozionano i beni e servizi la cui pubblicità è vietata o è vincolata, da disposizioni legislative, ad autorizzazioni o comunicazioni preventive.

A titolo esemplificativo indicherò alcuni prodotti e servizi per i quali esistono divieti di pubblicità:

  1. Prodotti da fumo: la legge 165/1962 recita che “la propaganda pubblicitaria di qualsiasi prodotto da fumo, nazionale od estero, è vietata”.
  2. Medicinali: l’art. 3 del DL 541/1992 stabilisce che “È vietata la pubblicità presso il pubblico dei medicinali che possono essere  forniti  soltanto  dietro  presentazione  di  ricetta medica o che contengono sostanze psicotrope o stupefacenti”.
    La norma stabilisce che “Possono formare oggetto di pubblicità presso il pubblico medicinali che, per la loro composizione e il loro obiettivo terapeutico, sono concepiti e realizzati per essere utilizzati senza intervento di un medico per la diagnosi, la  prescrizione o la sorveglianza nel corso del trattamento e, se necessario, con il consiglio del farmacista.”
    In merito ai presidi medico-chirurgici o similari è necessario consultare l’elenco predisposto dal Ministero della Salute.
  1. Alimenti dei lattanti: l’art. 10 della Legge n. 82/2009 sancisce che “La pubblicità degli alimenti per lattanti è vietata in qualunque modo, in qualunque forma e attraverso qualsiasi canale, compresi gli ospedali, i consultori familiari, gli asili nido, gli studi medici, nonché convegni, congressi, stand ed esposizioni”.
  2. Giochi e scommesse: Il DL n. 87/2018 recita che “è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o a scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet”.

Qualora la manifestazione a premi promozioni beni o servizi la cui pubblicità è vincolata, da disposizioni legislative, ad autorizzazioni o comunicazioni preventive, l’iniziativa potrà essere svolta solo dopo aver ottenuto il provvedimento di autorizzazione o dopo che sono state effettuate le comunicazioni preventive.

Violazioni delle disposizioni contenute nel DPR 430/2001

Infine, l’art.8 del DPR 430/2001 stabilisce che sono vietate le manifestazioni a premi in cui:

vi sono violazioni delle disposizioni contenute nel DPR 430/2001, tranne quelle di cui all’articolo 10, comma 1.

Prima di tutto ricordiamo che il comma 1 dell’art. 10 riguarda gli adempimenti previsti per l’organizzazione di concorsi a premio e di operazioni a premio e, da un punto di vista sanzionatorio, sono trattati separatamente.

Quali sono le violazioni delle disposizioni contenute nel DPR 430/2001?

In questa casistica rientrano tutte le violazioni possibili che infrangono quanto stabilito dal DPR 430/2001; a titolo esemplificativo possiamo elencare:

  1. Territorio dello Stato: “Le attività relative allo svolgimento delle manifestazioni a premio sono effettuate nel territorio dello Stato”.
    Il server che registra i dati di partecipazione al concorso allocato all’estero e non in territorio italiano rende la manifestazione vietata.
  2. Soggetti promotori: “I concorsi e le operazioni a premio sono effettuati soltanto da imprese produttrici o commerciali fornitrici o distributrici dei beni o dei servizi promozionati e dalle organizzazioni rappresentative dell’associazionismo economico tra imprese costituite sotto forma di consorzi e di società anche cooperative”.
    Una manifestazione a premio promossa da un soggetto non autorizzato, rende la manifestazione vietata.
  3. Individuazione dei vincitori: “Nei concorsi a premio ogni fase dell’assegnazione dei premi è effettuata, con relativo onere a carico dei soggetti promotori, alla presenza di un notaio o del responsabile della tutela del consumatore e della fede pubblica competente per territorio […] o di un suo delegato”.
    Un concorso a premi in cui l’assegnazione dei premi in palio non avviene alla presenza di un notaio o un funzionario della Camera di Commercio competente per territorio rende la manifestazione vietata.

Conclusioni

Lo svolgimento di una manifestazione a premi tra quelle vietate dall’art.8 del DPR 430/2001 espone il soggetto promotore ad una sanzione amministrativa pecuniaria irrogata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Si consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista del settore per organizzare concorsi a premio e operazioni a premio del tutto regolari, senza rischiare di incorrere in sanzioni.

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