Gli sconti di prezzo: quando non sono manifestazioni a premio?

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L’art. 6 del DPR 430/2001 tratta i casi di esclusione dall’applicabilità della normativa sulle manifestazioni a premio. La lettera c) recita:

le operazioni a premio con offerta di premi o regali costituiti da sconti sul prezzo dei prodotti e dei servizi dello stesso genere di quelli acquistati o da sconti su un prodotto o servizio di genere diverso rispetto a quello acquistato, a condizione che gli sconti non siano offerti al fine di promozionare quest’ultimo, o da quantità aggiuntive di prodotti dello stesso genere.

L’articolo, dunque, individua tre tipologie di operazioni a premi che rientrano nei casi di esclusione e sono le iniziative in cui, a seguito dell’acquisto di un bene o di un servizio, l’acquirente riceve:

  1. sconti sul prezzo dei prodotti o servizi dello stesso genere di quelli acquistati;
  2. sconti su un prodotto o servizio di genere diverso rispetto a quello acquistato, a condizione che gli sconti non siano offerti al fine di promozionare quest’ultimo;
  3. quantità aggiuntive di prodotto dello stesso genere.

Oltre a queste tre ipotesi identificate dalla normativa, esistono altri casi in cui gli sconti non rientrano nelle manifestazioni a premi e affronteremo le diverse possibilità nell’ultimo paragrafo.

Gli sconti sul prezzo di prodotti o servizi dello stesso genere di quelli acquistati

Non sono considerate operazioni a premi quelle iniziative in cui, a seguito dell’acquisto di un primo prodotto o servizio, l’acquirente riceve uno sconto di prezzo su un secondo prodotto o servizio dello stesso genere del primo acquistato.

Per rientrare nel caso di esclusione però è fondamentale che a trarre un beneficio dall’operazione promozionale sia il prodotto o servizio venduto a prezzo pieno e non quello venduto a prezzo scontato.

Ma cosa si intende con “stesso genere”?

Con bene o servizio dello stesso genere si intende un bene o un servizio che abbia caratteristiche merceologiche similari o elementi costitutivi fungibili sostituibili con il bene o il servizio acquistato a prezzo pieno, ossia quello di cui si vuole incentivare la vendita.

Possiamo considerare dello stesso genere i beni o servizi appartenenti alla stessa categoria come ad esempio “latticini”, “pasta alimentare” o “prodotti dolcificanti” e non, ad esempio, “genere abbigliamento” o “genere alimentare”.

Gli sconti su un prodotto e servizio di genere diverso

Non sono considerate operazioni a premi neppure quelle iniziative in cui lo sconto corrisposto è per un bene o un servizio di genere diverso da quello acquistato a prezzo pieno a condizione che gli sconti non siano offerti al fine di promozionare quest’ultimo.

Ma cosa significa che gli sconti non devono essere offerti al fine di promozionare il bene o il servizio venduto a prezzo pieno?

Significa che il bene, o il servizio, venduto a prezzo pieno è solo un “mezzo” o un “veicolo” dello sconto e che nessuna pubblicità diretta o indiretta è organizzata per incentivare la sua vendita.

Possiamo facilmente comprenderne il significato pensando al caso delle riviste femminili che, non recando alcuna pubblicità all’esterno, veicolano all’interno buoni sconto per l’acquisto di beni di genere diverso, quali, ad esempio, una crema viso o i quotidiani che all’interno veicolano buoni sconto da utilizzare, ad esempio, in un fast food senza che all’esterno vi sia alcuna pubblicità che lo indichi.

Le quantità aggiuntive dello stesso genere

Infine, non sono considerate operazioni a premio le iniziative in cui a seguito dell’acquisto di un certo quantitativo di beni, o di servizi, l’acquirente ha diritto a riceverne un’ulteriore quantità.

La quantità aggiuntiva può essere consegnata contestualmente all’acquisto, come accade con la classica offerta promozionale “prendi 3 paghi 2”, o conferita a seguito di una serie di atti economici documentati attraverso la raccolta di prove di acquisto, come accade nelle iniziative promozionali “acquista nove piadine, la decima è gratis”.

I buoni da utilizzare su una spesa successiva (il caso c-bis)

L’art. 22-bis del DL n.91/2014 convertito, con modificazioni, nella legge n. 116/2014, introduce una nuova ipotesi di esclusione, il caso c-bis.

c-bis) le manifestazioni nelle quali, a fronte di una determinata spesa, con o senza soglia d’ingresso, i premi sono costituiti da buoni da utilizzare su una spesa successiva nel medesimo punto vendita che ha emesso detti buoni o in un altro punto vendita facente parte della stessa insegna o ditta.

La nota ministeriale del 20 novembre 2014, prot. n. 0205930, consultabile sul sito istituzionale del Ministero, fornisce maggiori chiarimenti:

  1. la disposizione non si applica ai concorsi a premio bensì solo alle operazioni a premio, in quanto la norma fa riferimento alle cosiddette soglie di acquisto, intendendosi dunque sia le operazioni che prevedono la raccolta di prove di acquisto sia quelle ove il premio sia conferito contestualmente al singolo atto di acquisto.
  2. i buoni possono essere consegnati come premi nella forma di buoni sconto o di buoni acquisto o di codici o di coupon elettronici anche a seguito di acquisti on line.
  3. l’ipotesi di esclusione trova applicazione anche quando vi sia un preventivo accordo tra più punti vendita che riconosca al consumatore il diritto di recarsi presso uno qualsiasi dei punti vendita aderenti all’accordo e di ricevere un buono, a seguito di acquisto di uno o più prodotti promozionati, utilizzabile anche presso un altro punto vendita, purché aderente all’accordo, senza limitazioni di spesa. Ciò vale anche se è promotore un’impresa produttrice, a condizione che essa si accordi con le imprese rivenditrici dei prodotti che si intendono promozionare.

In merito alla forma giuridica dell’accordo, essa deve essere in forma scritta per consentire alle autorità competenti (Agenzia delle entrate e Guardia di finanza) di effettuare i dovuti controlli.

Nella disposizione normativa non è specificato nulla riguardo l’ambito di spendibilità del buono ricevuto in premio. A tal fine la nota evidenzia i seguenti aspetti in merito ad eventuali limitazioni del buono:

  • è possibile prevedere limitazioni circa i prodotti acquistabili o scontabili con il buono a condizione che la restrizione sia operata per categorie di prodotti e consentendo ampia facoltà di scelta sulla spesa successiva;
  • la limitazione non deve essere tale da far rientrare l’iniziativa in una normale operazione a premi.

Pertanto, la nuova disposizione normativa (lettera c-bis) si applica quando il buono ricevuto in premio potrà essere utilizzato – nel medesimo punto vendita o in punti vendita diversi, purché appartenenti alla medesima ditta o insegna – per qualsiasi prodotto venduto.

Quando invece il buono da spendere – esclusivamente nell’ambito di quei punti vendita – è “limitato a specifici prodotti”, la condizione renderà la manifestazione una operazione a premi, sottoposta agli adempimenti previsti, per la parte di prodotti di genere diverso da quello/i acquistato/i (promozionato/i), pur rientranti nella stessa categoria.

Altri casi in cui gli sconti non costituiscono una manifestazione a premio

Non rientrano nella disciplina del DPR 430/2001 quelle iniziative nelle quali lo sconto viene concesso al consumatore finale all’atto di acquisto del prodotto e/o del servizio o è contestuale al pagamento dell’avvenuta transazione commerciale tra fabbricanti e commercianti di ingrosso o da questi ai dettaglianti.

Nello specifico, non si configurano quali operazioni a premio:

  1. Sconti e Facilitazioni di pagamento relativi all’acquisto del bene o del servizio concessi al momento del pagamento dai fabbricanti ai commercianti di ingrosso o da questi ai dettaglianti in base a consuetudini, accordi contrattuali o singole pattuizioni.
  2. Sconto merce (o in natura) relativo all’acquisto del bene o del servizio concesso al momento del pagamento dai fabbricanti ai commercianti di ingrosso o da questi ai dettaglianti quando è formalizzato con specifiche pattuizioni scritte.
  3. Vendite promozionali intese come sconti e facilitazioni concesse occasionalmente al consumatore finale al fine di favorire in particolari circostanze le vendite del promotore (sopravvalutazione dell’usato, etc.).
  4. Rimborso dell’importo pagato, in cui rientrano quelle attività in cui il venditore promette al consumatore il rimborso totale o parziale dell’importo pagato per l’acquisto del bene e/o del servizio oggetto della promozione. Il rimborso avviene attraverso assegno o bonifico sul conto corrente del consumatore.
  5. Sconto immediato con possibilità di usufruizione futura, che si verifica quando all’interno di un periodo promozionale, all’atto dell’acquisto, il consumatore riceve uno sconto da usare contestualmente all’acquisto stesso o in un momento successivo con una percentuale maggiorata.

Conclusioni

Quando un’iniziativa si delinea come esclusa dall’ambito delle manifestazioni a premio, essa potrà essere svolta liberamente. Quando lo sconto si configura quale vero e proprio premio consegnato a seguito dell’acquisto o della vendita di un dato bene e/o servizio o anche assegnato solo ad alcuni consumatori attraverso l’alea o l’abilità o ancora utilizzando la dicitura “fino ad esaurimento”, allora l’iniziativa rientra nel novero delle manifestazioni a premio e l’iniziativa dovrà rispettare gli adempimenti normativi e fiscali previsti dalla legge.

 

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