Adempimenti fiscali nei concorsi a premi e nelle operazioni a premi

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L’organizzazione di una manifestazione a premio comporta una serie di adempimenti fiscali sia sotto l’aspetto dell’imposizione diretta, ossia il pagamento delle ritenute sui premi, che sotto l’aspetto dell’imposizione indiretta riconducibile all’indetraibilità dell’IVA sulle fatture di acquisto dei premi.

Approfondiamo questi aspetti.

Imposta indiretta: IVA indetraibile e imposta sostitutiva

La tassazione principale a carico della società promotrice si concretizza con l’indetraibilità dell’IVA sulle fatture di acquisto dei premi e/o servizi posti in palio.

L’IVA non detratta resta dunque un vero e proprio costo (deducibile) a carico dell’impresa promotrice e l’entità del peso fiscale dipenderà dall’aliquota IVA propria di ciascun bene o servizio.

Per tutti quei beni e/o servizi destinati a premio sui quali non grava l’IVA, la società promotrice sarà tenuta al versamento di un’imposta sostitutiva pari al 20% sul prezzo di acquisto di beni o servizi non imponibili, non soggetti o esenti ai fini dell’Imposta sul Valore Aggiunto. Nello specifico, sono operazioni:

  1. non imponibili ai fini IVA le operazioni non imponibili di cui agli artt. 7 – 8 – 8 bis – 9 del D.P.R. 26/10/1972 N. 633, cioè quelle che per un qualunque motivo non sono state assoggettate all’IVA;
  2. non rilevanti ai fini IVA o fuori dal campo di applicazione dell’IVA le operazioni i cui premi sono rappresentati ad es. da buoni sconto, buoni acquisto, buoni benzina, contributi, ecc.
  3. esenti le operazioni con premi quali polizze assicurative.

L’imposta sostitutiva si rende applicabile anche in presenza di operazioni che, per previsione legislativa,

non recano l’addebito separato dell’imposta in fattura e quindi la cui fatturazione non evidenzia la liquidazione dell’IVA, come ad esempio nel caso dei pacchetti turistici.

L’imposta non è dovuta, in quanto si verificherebbe una duplicazione d’imposta, nei seguenti casi:

  1. IVA indetraibile all’origine, cioè quando l’IVA sugli acquisti non possa essere detratta per divieto oggettivo (ad es. autoveicoli, prestazioni alberghiere, ecc.) in applicazione dell’art. 19-bis 1 del D.P.R. 633/72;
  2. premi acquistati da soggetti che, svolgendo attività esenti ai sensi dell’art. 10, hanno una percentuale di indetraibilità pari al 100%.

Nel caso di operazioni a premio con contributo, come si concretizza l’imposizione indiretta?

Nelle operazioni a premio con contributo (ris. 94/2001 e circ. n. 32/2002) il valore del premio (sconto) è dato dalla differenza tra il valore normale del bene offerto e il contributo richiesto ai beneficiari, pertanto la parte corrispondente al contributo non può considerarsi “premio” in quanto ha natura di vero e proprio corrispettivo per una cessione di beni.

Ai fini dell’imposizione fiscale possiamo individuare le seguenti ipotesi:

  1. nel caso di premi imponibili ai fini IVA si può operare una parziale rettifica della detrazione al fine di correggere l’iniziale indetraibilità dell’imposta sugli acquisti destinati originariamente a operazioni a premio;
  2. nel caso di premi non assoggettati a IVA la base imponibile dell’imposta sostitutiva si applica sulla differenza fra il valore normale del bene offerto e il contributo richiesto.

E per le manifestazioni a premi con in palio i beni o servizi dell’azienda promotrice?

Nelle manifestazioni a premio, siano esse concorsi a premi od operazioni a premi, con in palio beni e/o servizi il cui commercio o la cui produzione rientrano nell’attività propria dell’impresa promotrice deve essere operata, all’atto della destinazione, la rettifica della detrazione (art. 19-bis 2, comma 1 del D.P.R 633/72).

La rettifica potrà essere effettuata sulla base della originaria fattura d’acquisto (se il bene è individuabile) oppure sulla base del valore normale del bene o servizio costituente il premio.

Al fine di semplificare gli adempimenti, il soggetto promotore della manifestazione potrà anche emettere una autofattura a titolo di autoconsumo per il numero di beni messi in palio come premi.

 

Tabella riepilogativa IVA e imposta sostitutiva

                         OPERAZIONI A PREMI                             CONCORSI A PREMI
 

IVA indetraibile sulle fatture di acquisto

oppure

Imposta sostitutiva del 20%

sul valore esposto in fattura

 

 

IVA indetraibile sulle fatture di acquisto

oppure

Imposta sostitutiva del 20%

sul valore esposto in fattura

 

Imposta diretta: l’IRPEF

L’art. 30 del DPR n. 600/1973 stabilisce che nelle manifestazioni a premi, a esclusione delle operazioni a premio rivolte ai consumatori finali, vada applicata una ritenuta IRPEF del 25% sul valore complessivo dei premi posti in palio.

L’IRPEF applicata sui premi di una manifestazione, alla stregua di altre imposte, consiste in una forma di prelievo coattivo della ricchezza conseguita dal vincitore a seguito del conferimento del premio.

Il versamento dell’IRPEF non è dunque un obbligo fiscale diretto del promotore bensì del vincitore del premio che è il vero soggetto passivo.

Nei concorsi a premi la normativa prevede il versamento dell’IRPEF pari al valore del 25% dell’imponibile, a titolo di imposta e con facoltà di rivalsa, per tutti i premi assegnati.

La normativa estende il versamento della ritenuta alla fonte anche per le operazioni a premio ma solo quando queste siano rivolte a soggetti per i quali il premio assume rilevanza reddituale e soltanto quando nello stesso periodo di imposta il valore complessivo dei premi assegnati al medesimo beneficiario abbia superato il valore di 25,82 €. Tale ritenuta sulle operazioni si applicherà quindi a premi assegnati a esercenti attività di commercio all’ingrosso e al minuto (circ. 335/E/97 – 69/97 e 268/97).

L’art. 30 D.P.R. 600/1973 specifica che la ritenuta non deve essere operata quando altre norme prevedono l’applicazione di ritenute alla fonte, ossia quando l’organizzatore abbia con il beneficiario un rapporto di natura reddituale come, ad esempio, per i premi assegnati a:

  1. un dipendente (art. 23 DPR 600/72);
  2. un lavoratore autonomo;
  3. un agente;
  4. un intermediario di commercio, procacciatore d’affari, venditore a domicilio (art. 25 bis);
  5. lavoratori dipendenti di terzi (art. 24).

Prevale dunque in questi frangenti la tassazione ordinaria e il premio costituisce reddito in natura; in questo caso si applicano specifiche ritenute previste per quella determinata categoria.

I premi dei concorsi rivolti a consumatori finali o a soggetti che percepiscono redditi di impresa sono invece tassati come redditi diversi.

Nelle operazioni a premi rivolte a dipendenti di terzi si versa la ritenuta?

In caso di operazione a premi destinata ai propri dipendenti promossa dal datore di lavoro insieme ad un soggetto esterno, è il primo a dover operare la ritenuta sul valore dei premi percepiti dai propri dipendenti, anche se erogati materialmente dall’altro promotore (risoluzione 76/E del 24 marzo 2009).

I premi, strettamente connessi allo svolgimento dell’attività lavorativa, rientrano tra i redditi da lavoro dipendente (art. 51 del TUIR) e quindi sono soggetti a ritenuta d’acconto.

Nel caso invece in cui l’iniziativa sia organizzata esclusivamente da un terzo, per i dipendenti di una società diversa e senza che il datore partecipi in alcun modo all’iniziativa, è la società esterna ad essere obbligata ad effettuare la ritenuta sui premi (ris. 101/2005).

Nei concorsi a premi sui premi consegnati alla ONLUS si versa la ritenuta?

L’art. 10 del DPR 430/2001 stabilisce che i premi non assegnati o non richiesti di un concorso a premi debbano essere devoluti a un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) e, di fatto, su questi premi il soggetto promotore non dovrà versare l’IRPEF.

 

Tabella riepilogativa IRPEF

TIPOLOGIA DI DESTINATARIO OPERAZIONI A PREMI CONCORSI A PREMI
Consumatori finali Nessuna 25%
Rivenditori

(Grossisti o dettaglianti)

25%

(superato il limite del 25,82€)

25%
Dipendenti del soggetto promotore Ritenuta in cumulo a lavoro dipendente

con obbligo di rivalsa

Ritenuta in cumulo a lavoro dipendente

con obbligo di rivalsa

Dipendenti di terzi Nessuna 25%
Agenti di Vendita 20% del 50% del valore dei premi con obbligo di rivalsa

(superato il limite del 25,82€)

o

20% del 20% del valore dei premi se l’agente si avvale continuativamente del lavoro di terzi

con obbligo di rivalsa

(superato il limite del 25,82€)

20% del 50% del valore dei premi con obbligo di rivalsa

o

20% del 20% del valore dei premi se l’agente si avvale continuativamente del lavoro di terzi

con obbligo di rivalsa

 

Facoltà e obbligo di rivalsa

La società promotrice assume gli obblighi del sostituto d’imposta e per legge è obbligata al pagamento delle imposte al posto dei destinatari dei premi, che sono i soggetti passivi di imposta.

La promotrice ha la facoltà di rivalsa e può decidere se:

  1. addebitare la ritenuta al vincitore chiedendo il rimborso della ritenuta da versare all’Erario. In quel caso il vincitore può chiedere che gli venga attribuito un altro premio di valore inferiore, pari alla differenza tra il premio originario e l’importo della ritenuta.
  2. sostenere il costo della ritenuta che costituisce un onere indeducibile, ai sensi dell’art. 100 c. 1 del TUIR.

È necessario che il soggetto promotore manifesti espressamente la scelta adottata all’interno del regolamento dell’iniziativa e potrà esercitare la facoltà di rivalsa, addebitando la ritenuta al vincitore, esclusivamente nel caso in cui tale opzione sia stata indicata chiaramente.

Nel caso in cui i premi siano destinati a soggetti con i quali il promotore ha instaurato un preesistente rapporto reddituale vi è l’obbligo di operare la rivalsa.

Valore normale di un bene: definizione

La base imponibile su cui applicare la ritenuta è il valore normale del bene, o servizio, comprensivo di ogni onere, al netto dell’IVA o dell’eventuale imposta sostitutiva (risoluzione 26/03/2004 n. 54/E).

Per “valore normale” (ai sensi dell’art. 9, comma 3, del D.P.R. 917/86 Testo Unico delle Imposte sui Redditi) si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per beni o servizi della stessa specie o similari in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui è stata effettuata l’operazione o nel tempo e nel luogo più prossimi.

Tale valore, pertanto, varierà a seconda che la cessione venga effettuata dal produttore, dal grossista o dal dettagliante. Non è quindi rilevante il prezzo mediamente praticato al promotore ma quello che viene normalmente praticato al vincitore del bene o servizi.

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